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Vinitaly2014: degustazione Tai Rosso – Dal Maso

Quest’anno sono entrata al Vinitaly come socio AIS. Ammetto che l’emozione c’è stata.

Spilletta sul vestito, macchina fotografica al collo e via a fare il giro dell’Italia.

Gira che ti rigira mi sono fermata allo stand del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza  per la degustazione del Tai Rosso dell’azienda vinicola Dal Maso.

DSC_0773

DSC_0778 DSC_0779Purtroppo, o per fortuna, l’attrazione per il veneto per me è stata fatale anche in questa occasione.

Volevo fortemente saperne di più riguardo al Tai Rosso perchè ormai il veneto è casa mia e un vicentino (o arzignanese nel mio caso) non può non conoscere la storia di questo vitigno. Sopratutto se la persona in questione sarà sommelier!

Proprio sul sito del Consorzio Vini Colli Berici e Vicenza troviamo una spiegazione completa:

Tai Rosso è il vitigno autoctono dei Colli Berici. Ha la stessa natura genetica del Cannonau sardo, del Grenache francese e della Garnacha spagnola, ma nel vicentino ha trovato un territorio vocato e quindi una sua specifica identità e tipicità. Il suo colore rosso rubino rimanda alla passione. Quella dei vignaioli, che da sempre credono e coltivano le uve di questo vitigno, e che con sapiente e amorevole cura lo hanno valorizzato nel tempo. Un vino dal bouquet ampio e distintivo, con note di ciliegia, lampone, viola e spezie che conquistano l’olfatto. Piacevoli sensazioni di freschezza allettano il palato, con tannini delicati ed un elegante retrogusto di mandorle e rosa canina.

Scende in tavola con leggerezza, è piacevole e versatile, protagonista come vino da convivio. Predilige primi piatti mediamente strutturati, ed è perfetto nel tradizionale abbinamento con la Soprèssa Vicentina D.O.P. e con “polenta e baccalà alla vicentina” Tai Rosso ha anche una vocazione più intensa e strutturata. Il Consorzio di tutela Colli Berici e Vicenza si è impegnato nella valorizzazione di questa versione con il progetto Tocai Rosso Riserva. Pur presentandosi più concentrato e corposo, questo vino nel lungo tempo di affinamento conserva la finezza e l’eleganza del vitigno da cui ha orgine. Molte aziende hanno aderito a questo progetto e ora raccolgono i frutti delle loro fatiche. Dalla vendemmia 2009 Tai Rosso Riserva è stato inserito nel nuovo disciplinare di produzione.

Domenica ho avuto il piacere di assaggiarne tre tipologie.

Il primo bicchiere era di Tai rosso prodotto  “tradizionalmente” da vigneti più giovani e quindi da uve meno concentrate. A suggerirci tutto questo il suo colore (ne sono rimasta affascinata) rosso rubino intenso. Al naso profumi fruttati, senza dubbio. Fragola e ciliegia in prevalenza. Questo è un vino estivo, fresco e beverino. Il tannino delicato, ma presente. Lo abbiamo abbinato a dei crostini con i fegatini (buonissimi), ma si sposa anche con altri cibi della tradizione veneta come il baccalà (abbinamento che vorrei testare). Annata 2011, da servire alla stessa temperatura fresca di un bianco, intorno ai 12°.

DSC_0774DSC_0780Il secono Tai rosso era preparato con uve visibilmente più concentrate. Prodotto attraverso una vera e propria vinificazione in rosso, con affinamento nelle vasche di cemento per almeno un anno. A differenza del primo era prodotto con un 10% di Merlot. Al naso e al gusto spiccano le note fruttate di frutta rossa matura. Annata 2010, da abbinare a secondo piatti più importanti rispetto al primo vino. Noi lo abbiamo degustato con della sopressa fresca veneta e del lardo.

DSC_0786Il terzo e ultimo Tai rosso era una chicca. Rosso porpora intenso, note fruttate decise non solo di frutta rossa matura, ma anche un leggero sentore di sottobosco e di speziatura. Quest’ultima sicuramente dovuta all’affinamento in botte per almeno 12 mesi. In bocca era morbido, rotondo, con una buona tannicità. Annata 2011, sicuramente pronto da bere ma non ancora al massimo della sua espressione. Un vino armonico ma con una maturazione piena ancora da raggiungere. Decisamente interessante. Lo abbiamo degustato con del formaggio prodotto da mucche burline (questo tipo di mucca è quasi del tutto scomparsa poichè la sua produzione di latte è molto ridotta e gli allevatori referiscono altri tipi).

DSC_0787DSC_0785Il cibo che ci ha accompagnato durante la degustazione proveniva dall’agriturismo Da  Sagraro. Sapori genuini, fatti con cura. Lo dimostra il fatto che mi sono letteralmente divorata persino il lardo che di solito neanche tocco.

Più andiamo verso il futuro e più alcuni di noi, come me, tendono a tornare verso le tradizioni del passato cercando di riscoprire quell’autenticità che stiamo dimenticando giorno dopo giorno.

Amo il veneto sempre di più. Amo questa terra, i suoi prodotti e ammiro fortemente chi lavora con passione per preservare la sua autenticità.

Quando dietro a un vino o a un cibo c’è un uomo, si vede. E si sente.

 





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