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Mostra di Boldini a Forlì: 5 motivi per non perderla

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di visitare la mostra di Boldini-Lo spettacolo della modernità, a Forlì, in compagnia della mitica Giovy.

Avevo già visto i quadri di Boldini, ma solo su carta stampata. Dal vivo fanno tutto un altro effetto e mi hanno letteralmente lasciato senza parole.

Complice un allestimento ben studiato, alcune tele sembravano addirittura essere sul punto di saltar fuori dalla cornice per passeggiare insieme a noi attraverso le sale dei Musei di San Domenico.

Se siete amanti dell’arte non avete bisogno di sapere altro se non le date e il luogo della mostra, che potete trovare qui.

Se, invece, l’arte vi piace ma la vostra non è una passione tale da spingervi a spostarvi, ecco 5 motivi che vi faranno venire voglia di uscire immediatamente di casa.

1. Colmare una grave lacuna artistica.
Sapere poco riguardo Boldini, se non per una vaga reminiscenza scolastica, è un vero peccato. Credetemi. Sia per la sua importanza nel mondo dell’arte sia perchè è l’autore di quadri che sicuramente conoscete benissimo. Il primo fra tutti è senza dubbio il famosissimo ritratto di Verdi. Ma quanti erano a conoscenza di chi fosse il pittore? E quanti, invece, hanno visto almeno una volta nella vita questo quadro? Prendetevi un paio di giorni per staccare la spina e concedetevelo come regalo. Non ve ne pentirete.

Giuseppe Verdi in cilindro - 1886

Giuseppe Verdi in cilindro – 1886

2. Amate la moda.
Senza dare un’occhiata a Vogue o a all’ultimo articolo del vostro fashion blog preferito la vostra mattina non parte? Allora rimarrete del tutto soggiogati dalla bellezza e dall’accuratezza dei dettagli degli abiti delle nobil donne raffigurate nei quadri di Boldini. L’epoca storica è la Belle Epoque e solo questo basterebbe per convincervi. Forme eleganti, colori vibranti e tessuti che trasmettono movimento, come il fruscio delle gonne o il tintinnio delle perle. Una realtà ormai lontana da noi, ma tremendamente affascinante ancora oggi.

Giovanni Boldini, Ritratto di Elisabeth Drexel Lehr, 1905, olio su tela. Rhode Island, The Preservation Society of Newport County

Giovanni Boldini, Ritratto di Elisabeth Drexel Lehr, 1905, olio su tela. Rhode Island, The Preservation Society of Newport County

3. La bellezza femminile è un vostro debole. 
Così, nel 2008, parlava Tiziano Panconi riguardo Boldini:

« Le donne di Boldini, sono nature flessuose e disinibite che mostrano senza reticenza un modello di bellezza erudito e, spogliandosi, affermano la loro autodeterminazione di individui maturi e emancipati, pienamente consapevoli della propria femminilità. Nature fantastiche e conturbanti, raggiungono eccitate lo studio dell’artista, impazienti di sfuggire al protocollo dei loro palazzi, di slacciare i rigidi corpetti di stecche di balena, per abbandonarsi, libere finalmente, nel tepore del boudoir, di sentirsi loro stesse protagoniste, ammirate e soprattutto comprese, di fronte al “fauno”, a quel piccolo uomo al quale non sanno tacere i loro più reconditi desideri.

Boldini non le giudica, perché giudicarle significherebbe rinnegare la sua natura dissoluta ma, anzi, le incoraggia a esprimersi, raccoglie le loro confessioni, le loro angosce e le induce a riflettere sulla fatuità del tempo e dell’amore che vive di un solo attimo.

L’artista sa cogliere a volo quel momento, quello irripetibile, in cui la bellezza appare più sfolgorante e in cui le sue muse si mostrano più disinvolte e naturali. Eppure questi ritratti ricolmi di tanta bellezza sono spesso perturbati da un senso di provvisorietà, che aleggia velata, che freme nell’aria e negli sguardi ora struggenti, ora superbi o malinconici, di femmine insoddisfatte e irrequiete, colpevoli di vanità, complici compiaciute e sopraffatte da quella immagine certamente sconveniente che il genio italiano darà di loro.

L’artista esalta il loro ego ritraendole spesso soltanto un attimo prima che, sopraggiungendo l’autunno della vita, la loro bellezza appassisca per sempre, che le loro foglie di rose profumate comincino a cadere. A volte, come uno stregone, raccoglie i fragili petali e con un gesto d’amore ricompone quei fiori appassiti restituendogli un attimo di eterna primavera. »

Ci perde tra queste righe, ma ancora di più quando ci si trova davanti ai dipinti. Le donne di Boldini ti osservano e a tratti ti senti intimidita, ma anche affascinata. Più le guardi e più le guarderesti. Forse per cogliere ,ogni volta, un qualche dettaglio che prima ti era sfuggito.

La donna in Rosa- Boldini

La donna in Rosa- Boldini

4. Una città da scoprire.
Forlì non è solo Boldini.  Vicino ai Musei di San Domenico, si può visitare Palazzo Romagnoli (via Albicini 12), il quale ospita le Collezioni civiche del Novecento. A seguire, l’Abbazia di San Mercuriale, in piazza Aurelio Saffi. Casa di molte preziose opere come la “Madonna col Bambino e i Santissimi Giovanni e Caterina” di Marco Palmezzano. Non dimentichiamo il Duomo, completamente rifatto nel 1841 da Giulio Zambianchi. Infine, appoggiata alla porta Sud della città, la Rocca di Ravaldino rappresentò uno dei luoghi deputati alla difesa di Forlì per tutto il Medioevo. Insomma, avete l’imbarazzo della scelta su cosa vedere a Forlì.
Non solo cultura, ma anche benessere.  Il comprensorio di Forlì e la Romagna hanno località termali davvero interessanti: da Castrocaro Terme a Cervia, da Bagno di Romagna a Punta Marina, da Fratta Terme a Brisghella e Riolo Terme.

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5. Cibo e vino da assaporare.
Siamo in romagna. Cosa dovrei aggiungere di più? E invece, qualcosa da aggiungere c’è. Ho avuto la fortuna di cenare  presso  Casa Artusi, che prende il nome dal famoso Pellegrino Artusi.  Cosa ho assaggiato? Eccovi qualche immagine esplicativa.

Tortelli (ricetta n.55) con ricotta di latte vaccino intero e acqua termale della Fratta, conditi con burro e cacio.

Tortelli (ricetta n.55) con ricotta di latte vaccino intero e acqua termale della Fratta, conditi con burro e cacio.

Tortelli (ricetta n.55) con ricotta di latte vaccino intero e acqua termale della Fratta, conditi con burro e cacio.

Tortelli (ricetta n.55) con ricotta di latte vaccino intero e acqua termale della Fratta, conditi con burro e cacio.

Insalata di spinaci e uvetta con guanciale di Mora Romagnola tostato, Parmigiano Reggiano DOP e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

Insalata di spinaci e uvetta con guanciale di Mora Romagnola tostato, Parmigiano Reggiano DOP e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP

Crespella calda con confettura di arance (Libera Terra) e mascarpone artigianale con frutti di bosco.

Crespella calda con confettura di arance (Libera Terra) e mascarpone artigianale con frutti di bosco.

Tagliata di bovina Romagnola (vitellone bianco dell'Appenino centrale IGP) marinata con olio extravergine di Olive Brighella DOP, Sale dolce di Cervia, Erbe aromatiche e senape accompagnata da patate al forno.

Tagliata di bovina Romagnola (vitellone bianco dell’Appenino centrale IGP) marinata con olio extravergine di Olive Brighella DOP, Sale dolce di Cervia, Erbe aromatiche e senape accompagnata da patate al forno.

Da bere, invece:
I croppi- Romagna Albana secco DOCG (vini Celli, Bertinoro FC)
Il Prugneto – Romagna Sangiovese DOC superiore (Poderi dei Nespoli, Civitella FC)
Roccaia- Romagna Albana passito DOCG (Uve delle Mura, Bertinoro FC)

Vi ho convinto?

Informazioni utili:
Da martedì a venerdì: 9.30 -19.00;
Sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00.
Lunedì chiuso.
6 aprile e 1 giugno apertura straordinaria.
La biglietteria chiude un’ora prima.








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