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Mamete Prevostini: dalla Valtellina al Vinitaly (con il Nebbiolo)

Prima di essere presa sotto l’ala alcolica dai veneti ho passato ben 27 anni della mia vita in lombardia. Per tutto questo tempo non ho mai avuto modo di apprezzare davvero i vini di questa regione. Male direte voi. Molto male, aggiungo io.

Complice il Vinitaly 2014, e altri casi fortunati della vita, ho potuto finalmente assaggiare qualche bicchiere arrivato dritto dritto da aziende del territorio lombardo e più precisamente da quella di Mamete Prevostini.

Il vitigno da cui nascono i loro vini è il Nebbiolo. Per chi lo conoscesse poco, sul sito di Mamete Prevostini è possibile trovarne una descrizione esaustiva:

Grande vitigno della tradizione piemontese della zona dell’Albese e delle Langhe. Probabilmente deve il suo nome all’abbondante pruina presente sugli acini maturi, quasi coperti da una “nebbia” appunto. Altra spiegazione potrebbe essere la maturazione tardiva che si concentra durante le nebbie autunnali. Il vitigno presenta forte variabilità fenotipica, frutto di antiche moltiplicazioni per seme, accumulo di mutazione successive e importante presenza di virosi. E’ vitigno caratterizzato da ciclo lunghissimo e maturazione molto lenta. E’ esigente per quanto riguarda luminosità e somme termiche e teme particolarmente i freddi e le piogge primaverili dove può andare incontro a colatura. Vino di grande struttura, gradazione alcolica e acidità di buon livello; buona dotazione tannica ma livello di antociani non particolarmente elevato.

È un vitigno producente uve di altissima qualità, per diversi aspetti, ma soprattutto per la completezza di tutte le caratteristiche, in buon equilibrio tra colore, corpo, acidità, aromi persistenti e volatili, robustezza alcolica. È quindi uva adatta ad essere vinificata in purezza o con minimi apporti, a produrre vini definibili “nobili” di gran corpo e durata, previa adeguata maturazione (affinamento).Per definizione è un vitigno adatto all’invecchiamento, è infatti stabile per aromi e colore. A maturazione finita i vini di Nebbiolo presentano un profumo con note fruttate e di fiori secchi, di spezie.

Ma passiamo alle questioni interessanti. Gli assaggi.

Ho iniziato con un San Lorenzo Sassella Valtellina Superiore  D.O.C.G. Prodotto con Nebbiolo al 100%. Nello specifico, il vigneto si trova circondato dalle mura del convento San Lorenzo nel comune di Sondrio. Il colore è tipico, rosso granato con qualche sfumatura aranciata. Al naso ho percepito nettamente la nota di marasca. In bocca caldo, abbastanza morbido e con un sentore di sottobosco verso la fine. Indubbiamente un vino armonico.

Interessante la tecnica di produzione: fermentazione in acciaio inox con 15 giorni di macerazione del mosto sulle bucce, maturazione 12 mesi in fusti di rovere e affinamento di 10 mesi in bottiglia.

DSC_0756A seguire il cavallo di battaglia dell’azienda: Albareda Sforzato di Valtellina D.O.C.G. La zona d’interesse è quella della Valtellina Superiore D.O.C.G Sassella e Grumello. Si tratta di un Nebbiolo, 100% appassito. Nel bicchiere il rosso granato è, a differenza del primo, scuro e intenso. Al naso fanno capolino aromi più evoluti, come quelli della speziatura. In bocca è caldo, morbido e decisamente rotondo. Si riconfermano i sentori suggeriti dall’olfatto e si arricchiscono con alcune sensazioni di uva passa e confettura. Senza dubbio armonico e fine. Da assaggiare e assaporare, senza fretta.

Degna di nota è anche la tecnica di produzione: raccolta delle uve in cassetta e successivo appassimento in fruttaio fino alla fine di gennaio, pigiatura e rifermentazione in acciaio inox con 20 giorni di macerazione del mosto sulle bucce, maturazione di 18 mesi in fusti di rovere e affinamento di 10 mesi in bottiglia.

DSC_0757Inutile dire che le informazioni dettagliate sul metodo di produzione (e molto altro) mi sono state spiegate direttamente dai referenti dell’azienda. Nonostante la baraonda di gente si sono prestati, con molta pazienza, a spiegarmi tutto quello che volevo sapere.

Il modo di trattare i clienti, o semplicemente gli appassionati, la dice lunga anche sul prodotto stesso. Chi dedicata il suo tempo al servizio delle passioni altrui non può che fare un lavoro di qualità nel suo quotiano. E così è. Provare per credere. Non ho ricevuto lo stesso trattamento in tutti gli stand, anzi.

Non mi resta che fare un viaggetto in Valtellina e con l’occasione magari provare qualche abbinamento cibo-vino.





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