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La mia merenda vicentina alla Bottega di Nonna Papera

Da bambina adoravo leggere. Uno dei miei libri preferiti era quello delle ricette di Nonna Papera (tenete conto che ero alle elementari).

Amavo sfogliare quelle pagine e perdermi tra le ricette, senza contare che era un regalo di mia nonna appartenuto addirittura prima a mia madre e a mia zia, per cui per me era come avere tra le mani un diamante o comunque qualcosa con un valore immenso.

Una volta cresciuta mi è sorto il dubbio che forse si trattava di un tentativo, riuscito a metà, di farmi diventare una brava donna di casa. Non lo saprò mai.

Ad ogni modo, immaginate il mio stupore e la mia gioia quando ho scoperto che a due passi dal mio ufficio si trova proprio La Bottega di Nonna Papera. (Contrà Santi Apostoli n. 5, 36100 Vicenza)

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Dopo aver passato giorni a spiaccicare il mio naso sulla vetrina chiusa e a immaginare i profumi e il sapore dei dolci visti in contro luce finalmente sono riuscita ad entrare con calma e a godermi un pezzo di torta.

La scelta è stata più dura di quando devo decidere con quale tipo di sushi iniziare la cena, ma alla fine il mio dito ha indicato lei: la tora con cioccolato, pere e amaretti.

foto4Puoi decidere se consumare il tuo dolce lì in bottega oppure portarlo via. Visto che fuori si stava scatenando il diluvio universale ho scelto di restare al caldo. Non è previsto un servizio di caffetteria, ma è possibile scegliere tra diverse tipologie di succhi di frutta.

Il luogo è molto accogliente e curato in ogni dettaglio. Le signore al banco sono gentilissime e ispirano molta serenità (cosa che non guasta!). Sembra di essere in un luogo fuori dal tempo o nella casa delle meraviglie. Fate un po’ voi.

fotofoto2 foto5foto6 foto8 foto9La particolarità di questo posto è di sicuro il laboratorio a vista. Mentre ti gusti il tuo dolce, seduta comodamente sul tuo sgabello, puoi osservare come questi vengono realizzati. La voglia di mangiarne un altro viene quasi spontanea. La manualità sicura e precisa delle due donne al lavoro non può che rapirti e ipnotizzarti. Sembra quasi che fare dolci sia un gioco da ragazzi. Eppure non lo è.

Per fortuna mangiarli è molto più semplice, devi solo fare i conti con il senso di colpa post torta.

foto3Consiglio a tutti i vicentini (e non) di ritagliarsi qualche minuto per passare e provare almeno un pezzo di torta. Non ve ne pentirete!





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