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(Impressioni di) Gustus2014

“Amare i prodotti che abbiamo e valorizzarli, questo è il nostro compito.”

In questa frase di Anna Maria Zanchetta può essere racchiusa l’essenza della degustazione alla quale ho partecipato ieri in occasione di Gustus 2014, vino e sapori dei Colli Berici.

DSC_5832 (in prima fila con la mia fedele macchina fotografica!)

Sono stati proposti tre assaggi tratti da alcune delle ricette del libro di Anna Maria in uscita a breve e reperibile contattando direttamente i referenti della Strada dei Vini dei Colli Berici oppure nelle proloco locali.

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Queste tre proposte sono state abbinate a due vini, una Garganega e un Tai Rosso. Alternati a seconda dell’assaggio.

Abbiamo iniziato con il baccalà mantecato e adagiato su una fettina di polenta. Qui abbiamo abbinato, senza ombra di dubbio, il Tai Rosso. Un cibo che si presenta così succulento e grasso non può che richiedere un vino che abbia acidità e alcolicità.

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A seguire un meraviglioso sformato di verze e patate, abbinato alla nostra Garganega. In questo caso il cibo è meno complesso, prevale la tendenza dolce delle patate e delle verze, con una piccolissima nota succulenta data dai formaggi. Un vino con una buona acidità è quello che ci serve.

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Per finire il dolce. Ci hanno servito la Rovesciata, una torta di mele dalla preparazione piuttosto elaborata. Per concordanza, avremmo dovuto abbinare vino dolce. Non avendolo a disposizione ho preferito non bere nulla. Mi sono goduta il mio pezzetto di torta in solitaria (nota: la torta di mele è tra i miei dolci preferiti!).

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Tutto buonissimo, inutile specificarlo. Le foto parlano da sole. Il merito è sicuramente della cura messa da Anna Maria Zanchetta nel cucinare, ma anche delle materie prime che il territorio ci mette a disposizione. Non avete nemmeno idea di quanti prodotti abbiamo in questa regione (Veneto) e di quanto poco vengano valorizzati e pubblicizzati.

Diventiamo matti e siamo pronti anche a spendere tantissimo per cibi provenienti dall’oriente o simili. Cosa che va benissimo, ma perché non guardarsi anche intorno? Potreste scoprire produttori di cibi genuini a costi davvero onesti.

Non a caso, durante il tour tra i banchi di assaggio, ho incontrato una vecchia conoscenza. L’agriturismo Da Sagraro, che produce vino e olio. Su quest’ultimo non posso esprimermi, ma il vino l’ho assaggiato e posso dire che vale la pena fare un salto in azienda per parlare con i proprietari e assaporare i loro prodotti.

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Il vino, come ogni cosa, deve essere raccontato da chi lo fa. E voi che bevete se lo fate con le orecchie e gli occhi chiusi vi perdete la vera essenza di questo piccolo grande piacere della vita. Essere sommelier o anche solo amante del vino vuol dire apprezzarne la storia, dalla vigna alla bottiglia. Degustare un vino vuol dire capirne ogni nota, ogni profumo, ogni sentore e per fare ciò non si può ignorare la sua origine e non conoscere profondamente il suo territorio.

Amo questo paese e le sue numerose ricchezze che solo la terra offre e che grazie al sudore degli uomini ci arriva sulla tavola. Riprendendo la frase iniziale, tocca a noi saperle valorizzare come meritano. E io intendo farlo, nel mio piccolo.

Altro che diamanti, una bottiglia di buon vino è per sempre! (o quasi)

 

 





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