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Garda DOP a Olio Officina Food Festival

L’olio è da sempre considerato un bene prezioso.

Olive

 

Col passare degli anni,però, è accaduto che le persone abbiano perso di vista l’importanza dell’autenticità e della genuinità di alcuni prodotti del nostro territorio.

A protezione di quelli che sono i veri tesori del nostro paese intervengo i Consorzi di tutela. Come nel caso di quello dell‘Olio del Garda DOP.

Il suo compito è quello di:

Assistere i propri soci fornendo formazione e assistenza tecnica, recuperando e incentivando l’olivicoltura nella convinzione che questa forma secolare di coltivazione sia necessaria per mantenere la biodiversità del territorio gardesano.

Ma è suo dovere anche:

La valorizzazione e la tutela dell’olivicoltura, in un momento di forte riconsiderazione del territorio e rispetto per la natura, costituiscono gli obbiettivi strategici dell’economia gardesana nel suo complesso.

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Il 22 gennaio 2015 ho avuto il piacere, in occasione dell’Olio Officina Food Festival, di assistere a un momento dedicato proprio alle peculiarità e alla desgustazione dell’Olio del Garda DOP.

A condurre l’evento, Michele Bertuzzo (Studio Cru) e Laura Turri (vicepresidente Consorzio Olio Garda DOP).

In questa occasione, sono state presentate cinque infografiche per spiegare in modo nuovo l’Olio Garda DOP. Viene così mostrato, in un modo più immediato e facilmente comprensibile ai più, come abbinare correttamente l’olio del Garda, come viene prodotto, la sua storia e le sue caratteristiche, come leggere l’etichetta, i valori di produzione del consorzio. Insomma, l’olio del Garda DOP viene passato ai raggi X e nulla è lasciato al caso.

Cliccate qui per vedere tutte le altre infografiche.

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A seguire, abbiamo guardato questo cortometraggio d’autore (di Mauro Fermariello, Winestories e Michele Bertuzzo, Studio Cru) che parla del valore dell’origine dell’Olio del Garda DOP raccontato attraverso le parole di Andrea Bertazzi, Presidente dell’Olio del Garda DOP.

L’ulivo è proprio come un essere vivente. Lo curano, lo coltivano con tanto amore e tanta passione sia per produrre poi olive per fare olio, ma anche perchè diventa una grande responsabilità il mantenimento di queste piante che sono dei monumenti.

Inoltre, è stato approfondito un tema caro soprattutto a noi signore. L’olio non è solo un ottimo condimento per i nostri piatti, ma anche un alleato di bellezza. A spiegarci di più di questo mondo è intervenuta l’imprenditrice  in estetica naturale, Maria Loda. Ci ha parlato in particolare modo del massaggio con l’olio, con i tanti centri benessere, che aiutano a entrare in sintonia con il paesaggio e l’Olio DOP Garda.

Infine, il momento clou della giornata. L’assaggio.

Abbiamo degustato tre oli monovarietali Casaliva e tre blend plurivarietali, delle tre sponde sponde gardesane. IMG_1700

Ma cosa si degusta l’olio? Più o meno come il vino. Il bicchierino che bisognerebbe usare è questo:

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Se non l’avete, vanno bene anche quelli piccoli come nella foto in alto.  Una volta versato il contenuto nel contenitore, potete iniziate l’esame visivo (a differenza del vino, questo non è uno step fondamentale soprattutto per i principianti perchè potrebbe essere fuorviante).  Il colore dell’olio e la sua limpidezza sono dovuti alla presenza nel frutto di pigmenti liposolubili, come clorofille, xantofille, caroteni e carotenoidi. Al prevalere delle clorofille avremo oli verdi, mentre una maggioranza di caroteni e carotenoidi conferisce all’olio un colore giallo più o meno intenso.

Fatto ciò, si può iniziare l’esame olfattivo. Coprite il bicchierino con una mano e agitate delicatamente fino a quando l’olio si diffonda su tutta la superficie interna. Scaldate l’olio nel bicchiere con le mani. Sollevare il bicchiere al naso e annusare tre volte.

Una volta fatto questo, tocca all’esame gustativo. Prendete un piccolissimo sorso di olio. Tenetelo in bocca per circa 20 secondi. L’olio deve toccare tutte le zone della bocca . A questo punto è possibile decifrare le varie sensazioni. Si potranno avvertire sensazioni di tipo tattile, cioè un olio più o meno fluido o più o meno untuoso, e sensazioni di tipo gustativo: da quelle fondamentali per un olio, il dolce, l’amaro ed il piccante, a quelle più complesse, che ci ricordano sapori conosciuti, come per esempio la mandorla dolce, il carciofo, le erbe aromatiche.

Adesso che abbiamo capito come degustare, come si capisce quando un olio è davvero buono?

Domanda da un milione di dollari.
Da quello che ho capito, oltre a un profumo gradevole di olive fresche e non “di bosco chiuso”, deve anche pizzicare leggermente in gola ed essere un po’ amaro. La densità deve essere importante, ma non eccessiva. Il colore è poco rilevante, perchè dipende dal tipo di oliva e dallo stadio di maturità. Insomma, deve piacere e deve “sapere di qualcosa“. L’olio che compriamo (a pochi soldi) spesso ha anche poco sapore e poco o per nulla profumo.

Ora sappiamo degustare e (più o meno) riconoscere l’olio buono. Ma con cosa si abbina?
Anche in questo caso le risposte si sprecano. Ho scelto due piatti della tradizione che serviranno da esempio per tutti.
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Un mondo affascinante quello dell’olio, che merita di essere approfondito e che desidero conoscere ancora di più.

Vado spesso sul lago di Garda a godermi il vento e a dormire sotto gli ulivi, ma da questo momento non li guarderò più con gli stessi occhi.





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