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Cena da Damini Macelleria e affini

Ormai posso ufficialmente inventare un nuovo detto partendo dal più celebre “dietro a un grande uomo c’è una grande donna”  e ribaltarlo così: “dietro a una grande donna mangiona c’è un grande uomo che l’asseconda”.

Durante un veloce aperitivo, in un martedì sera tranquillo in quel di Arzignano, il mio ragazzo ha pronunciato le parole magiche che mi fanno impazzire tutte le volte: “Ho prenotato il ristorante alle 20.00. Andiamo?

Che domande. Ma certo che andiamo! Non aveva nemmeno finito di pronuciare la A di andiamo che avevo già addosso la giacca (pioveva!) e messo mano al portafoglio.

Per la nostra cena abbiamo scelto la Macelleria Damini e affini, di Arzignano (via G. Cadorna, 31).

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Come suggerisce il nome si tratta esattamente di una macelleria. Ma non solo.

Potete acquistare prodotti tipici, fare un aperitivo e anche cenare. Quando entri vieni invaso da una miriade di bottiglie, di pasta, di affettati, di barattoli vari e molto altro.

Ho dovuto tirarmi un pizzicotto perchè credevo di essere nel mio personale Paradiso fatto di cibi e vini, appunto.

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La nostra cena è iniziata con dell’affettato, non ordinario ovviamente.

Crudo di Cinta Senese e crudo San Daniele. Il primo più salato, mentre il secondo più dolce, facevano a gara nella mia bocca a chi riusciva a farsi apprezzare di più. Ci credete che non ho saputo scegliere?

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Come secondo antipasto abbiamo assaggiato della mozzarella di bufala, tagliata in quattro spicchi, con un cuore morbido e saporito.

Gustata insieme alle fette di prosciutto, alternando prima il San Daniele e poi la Cinta Sense, diventa ancora più buona. Inutile dire che è stata divorata addirittura prima di finire il bicchiere di prosecco che avevamo scelto come accompagnamento agli antipasti.

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A chiudere il tris di piatti d’entrata, la giardiniera dello schef. La punta di aceto che avverti mangiandola basta a farti venire voglia di non smettere più.

Dedicata agli amanti del genere, però. Se siete tra quelli che non sopportano nemmeno la parola “aceto”, lasciate perdere. foto 3-2Per il piatto principale ho deciso di lasciarmi consigliare: “La prima volta che vieni da Damini devi prendere il Damburger.” Ha sentenziato il mio ragazzo. Esperto del posto più di me, per ora. E così ho fatto.

Su un letto vellutato di purè è stato adagiato l’invitante hamburger, tagliato a metà per farti sbirciare il suo interno perfettamente rosato in contrasto con l’esterno ben cotto.

A lato del piatto della senape al dragoncello, ideale per chi desidera aggiungere un sapore deciso, conosciuto ma con un pizzico di novità.

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Abbiamo bevuto un Cabernet Franc del 2011. Connubio perfetto con le pietanze che abbiamo assaporato. Il vino ha colore rosso rubino con sfumature violacee, profumi di frutta rossa e sentori erbacei. In bocca risulta intenso e complesso.

foto 5A completamento di una deliziosa cena a base di carne non poteva mancare il dessert.

Ci siamo lasciati sedurre da un dolce a bicchiere che non si trova sul menù.

Si chiama bicchiere di cioccolato e il nome parla da solo. Fatto con crema, crumble, palline e scaglie grandi di cioccolato. Consiglio di prenderne uno in due perchè è davvero molto sostanzioso, soprattutto alla fine di un pasto ricco come il nostro.

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Il personale non solo è preparato, ma traspare una grande cura per ogni aspetto della cucina e una passione in ogni gesto.

Se si è indecisi sul vino, sul cibo o semplicemente si desidera saperne di più su quello che si sta mangiando basta chiedere e vi sarà spiegato tutto nel dettaglio.

Descriverei la mia esperienza da Damini, come un passaggio in un angolo di Paradiso per gli amanti della carne, quella buona davvero.





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